martedì 11 aprile 2017

SITUAZIONE AUTOSTRADE CONCESSIONARIE AUTOBRENNERO

Il protocollo d’intesa del 14 gennaio 2016, non perentorio, con scadenza dopo un anno doveva consentire la predisposizione della nuova società concessionaria completamente in mano pubblica. Ad aprile 2017 viene prorogata di un anno la scadenza dal ministro  Delrio per consentire ad Autobrennero di liquidare i soci privati per avere la proroga trentennale. Per società tutte pubbliche non serve la gara decretano le commissioni parlamentari…La concessione era scaduta il 30 aprile 2014.

AUTOVIE: ONLIT, NUOVO PROTOCOLLO ANTICOMPETITIVO PER EVITARE LA GARA
CON LA NEWCO AUTOSTRADALE  UN TUFFO NEL PASSATO
Grazie al modello di assetto societario in “hause”, che non ha per ora ottenuto  il placet dell’unione europea, il governatore Debora Serracchiani  è alla ricerca (spasmodica) del rinnovo della concessione fino al 2038 per il gioiello di famiglia Autovie Venete. La concessionaria controllata dalla regione Friuli e Venezia Giulia che gestisce il ricco traffico stradale del nord-est su 300 km di rete autostradale con oltre 600 addetti. Il tentativo è quello di farsi  rinnovare la concessione,in scadenza, senza gara. Si tratta  di decidere in quale “scatola” raccogliere la compagine azionaria, obbligatoriamente tutta pubblica secondo le disposizioni dello Sblocca Italia. Piuttosto Blocca Italia in quanto il dispositivo legislativo contiene norme che tutelano le rendite di posizione sia quelle pubbliche che quelle private e  che non favoriscono né lo sviluppo né  la tutela dei  consumatori costretti a pagare pedaggi salatissimi. Con lo Sblocca Italia il Governo ha mostrato di non avere la forza e la capacità  di respingere le lobby potentissime  dei concessionari. Pure le regioni che si professano aperte alle liberalizzazioni come il Friuli adottano prassi protezionistiche per mantenere gestioni inefficienti e consociative. La nuova compagine azionaria della futura Newco pubblica presenta come novità l’ingresso della sempre più obsoleta Anas che anziché mettere in sicurezza ponti e strade si butta nella gestione delle autostrade. Ora c’è da vedere se quella dozzina di piccoli azionisti privati che devono cedere le loro quote staranno al gioco oppure si metteranno di traverso sapendo che il valore delle azioni in loro possesso che dovranno essere comprate, circa il 25%, sono decisive fino a far schizzare molto in alto il loro valore.



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